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Bimbi, spezie ed erbe aromatiche

2 Settembre 2021 // by Iride // Lascia un commento // Ultimo aggiornamento: 2 Settembre 2021

Bimbi, spezie ed erbe aromatiche

Possiamo dare le spezie ai bambini o ai neonati? Se sì, quando e come iniziare? Può essere rischioso?

La differenza tra spezie ed erbe aromatiche

Prima di rispondere a tutte le domande, è meglio fare un po’ di chiarezza in merito a ciò che viene considerata spezia o erba aromatica.
Con “erba” aromatica si intende semplicemente la foglia della pianta aromatica.
Il basilico, il dragoncello, l’erba cipollina, la menta, l’origano, il rosmarino, la salvia e timo, si possono consumare sia fresche che essiccate.
Con il termine “spezia”, si indica invece la provenienza di quella sostanza da altre parti della pianta aromatica: frutto, fiore, semi, radice e corteccia.
L’utilizzo culinario ne prevede quasi sempre l’essiccazione e, tra le più usate, ricordiamo l’anice stellato, la cannella, il cardamomo, il cumino, la curcuma, la paprika, la vaniglia e l’immancabile peperoncino piccante.

Per tuffarci all’interno di questa tematica delicata e interessante, chiariamo subito il primo dubbio: semaforo verde sia ad erbe che alle spezie! Possiamo farli assaggiare – con cautela ai nostri bambini, anzi avvicinarli con i cinque sensi all’utilizzo di questi alimenti è importante per farli familiarizzare con questo nuovo mondo, arricchendo il loro bagaglio culturale e sensoriale, abituandoli così gradualmente a nuovi odori, colori, sapori e consistenze. Questa è una fase importante per la stimolazione dei sensi, che permetterà loro di instaurare ricordi emotivi parallelamente ai loro bisogni primari. 

Gli effetti benefici sui bambini

Far assaggiare piatti aromatizzati o speziati apporterà innumerevoli effetti positivi di natura psicofisica al loro organismo: infatti, introducendo determinanti tipi di erbe e spezie, sarà possibile limitare la quantità di sale e di zucchero da aggiungere ai loro piatti, abituandoli a mangiare in maniera sana sin da subito.
Anche le spezie possono essere una buona fonte naturale di vitamine e minerali, responsabili inoltre di attività digestive e miorilassanti, antisettiche, toniche, antiossidanti e anche antibatteriche.

L’incontro dei bambini con le spezie deve avvenire lentamente. È consigliato iniziare dopo lo svezzamento, intorno ai sei/sette mesi di vita, consultando sempre il vostro pediatra: secondo la nutrizionista pediatrica Marilyn Tanner-Blasier, l’unico limite delle spezie è il sapore, che per alcuni bimbi può risultare troppo forte; posizione condivisa dalla gastroenterologa pediatrica Anca Safta che suggerisce di iniziare, in linea di massima, con spezie dolci (noce moscata, vaniglia, cannella, coriandolo, cumino) e di evitare quelle piccanti perché possono innescare reazioni sensoriali fastidiose o urticanti, seppur innocue.

È opportuno sottolineare però che le tradizioni culinarie variano sensibilmente da un continente all’altro: in molti Paesi della fascia subtropicale, infatti, il primo incontro dei bambini con spezie come peperoncino, zenzero e pepe nero avviene già durante i primissimi anni di vita, senza conseguenze negative da parte dei piccoli assaggiatori. Personalmente ritengo che per i più piccini, sia indicato un approccio soft, iniziando con spezie dolciastre come cannella, anice e paprika dolce o con erbe aromatiche delicate come basilico, prezzemolo, rosmarino e alloro, caratteristiche dei nostri piatti. Crescendo, si potrà introdurre anche tutto ciò che abbiamo evitato prima come aglio, cipolla rossa e tutti altri sapori più decisi.

Olfatto e diversificazione alimentare

Meglio iniziare con una spezia alla volta. È importante osservare e registrare qualsiasi reazione al primo assaggio del nostro bambino perché, seppur rara, non bisogna mai escludere il rischio di un’intolleranza o di un’allergia. Inoltre per noi adulti è facile saper distinguere la presenza di diversi odori nella stessa pietanza, ma se il nostro bambino non è ancora preparato potremmo confonderlo.

Ricordate sempre che è proprio durante l’infanzia che assembliamo la nostra collezione di sapori e la presenza di erbe e spezie è determinante per sviluppare l’olfatto e il concetto di diversificazione alimentare: conviene approfittarne quindi nei primissimi anni di età, perché dai due ai cinque anni, la maggior parte dei bambini sviluppa la neofobia alimentare ovvero la riluttanza a ingerire nuovi cibi. Quando avranno un’età utile per cucinare con noi, facciamoli partecipare: il tatto è un altro senso importante per familiarizzare con il cibo.

                                                                                 Articolo a cura della Dietista Dott.ssa Ottavia Sorace 

Bibliografia
Flavour preferences in youth versus adults: a review. Hoffman AC1, Salgado RV2, Dresler C1, Faller RW2, Bartlett C2. Manuale di botanica farmaceutica, Elena Maugini, Laura Maleci Bini e Marta Mariotti Lippi. Edizioni Piccin, 1983

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